lunedì 12 aprile 2021

a proposito dei termini inglesi troppo usati

 

Ho riflettuto sulla provocazione di Matilde a proposito dell’uso eccessivo di termini inglesi là dove si potrebbero usare parole italiane e sono arrivata a concludere che non sono del tutto d’accordo, anche se gli eccessi (e l’uso improprio) sono certamente ridicoli! Prima di tutto alcuni termini sono strettamente legati all’informatica: come sarebbe assurdo ormai chiamare “calcolatore” il computer o “lettera elettronica” le e-mail, anche le parole “account” “barcode” e “link” appartengono al mondo informatico internazionale per sua natura; in particolare link non si può tradurre con “legame”, ma ha il significato di “connessione, collegamento” di tipo informatico.  D’altra parte, ogni ambito professionale (es. medici, avvocati) utilizza linguaggi specifici incomprensibili a chi è estraneo a quel mondo!!

Ci sono poi altri termini che, secondo me, usati in inglese ci permettono di collegarci meglio al resto del mondo, che pure li utilizza, per esempio i termini legati all’economia, tipo spread, recovery fund, (che comunque per me in qualsiasi lingua sono piuttosto misteriosi!), oppure parole come premier, privacy, screening (termine medico). Certo qualche parola, se mal pronunciata fa fare brutte figure, per esempio caregiver pronunciato cargiver; però io trovo che la traduzione con “badante”  non è del tutto giusta, dà l’idea di una figura professionale retribuita, mentre il significato più corretto è chi si prende cura, che mi pare esprima qualcosa di più, spesso è un figlio, un coniuge, una madre o padre. Di molte parole trovo che la traduzione italiana proposta nell'esempio non sia efficace.

Per quanto riguarda altri termini (pet, know how, voucher, performer, teenager etc) ho parecchi dubbi, capisco che si possano usare benissimo i corrispondenti in italiano e che il loro abuso sia a volte irritante; penso comunque che il problema sia capire a fondo il significato di ciò che si dice, si legge e si ascolta, sicuramente ci viene richiesto uno sforzo in più per poter utilizzare la lingua (qualsiasi) al meglio.


 

 

 

1 commento:

  1. Anna, non sono d'accordo. Vero che non bisogna essere puristi, forse per la comunicazione on line che è internazionale vale la pena di usare l'inglese come lingua franca, ma molte parole potrebbero essere tranquillamente essere espresse in italiano Tu fai l'esempio di caregiver e non ti piace badante: badante è un neologismo e in effetti non è una bella parola, allora perché non "curante"? tra l'altro per chi non sa l'inglese caregiver è impronunciabile. Sarebbe divertente se ci cimentassimo a trovare alternative convincenti alle parole inglesi che non ci convincono o semplicemente non ci piacciono. Vogliamo bandire un concorso?

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