Commento di Anna
“La quarta parete” Sarj Chalandon
maggio 2021
Quando ho cominciato a leggere questo libro ho avuto molta difficoltà, non capivo affatto i tanti sbalzi temporali, i tanti riferimenti a luoghi poco conosciuti, i troppi nomi; tra l’altro la lettura è stata molto frammentaria, ho dedicato sempre poco tempo la sera o nel pomeriggio e la stanchezza mi impediva di dare continuità, a volte mi dedicavo al libro di Obama che ancora devo terminare. Man mano mi sono fatta prendere dal racconto che è diventato più chiaro e mi ha appassionato nonostante la violenza e l’orrore che dominano quasi incessantemente. Alcune descrizioni mi sono apparse talmente cruente e crudeli da obbligarmi a saltare intere frasi! Mi ha molto aiutato leggere la tesi di laurea inoltrata da Matilde, mi è servita a colmare le mie tante lacune, a partire da quelle sul mito di Antigone e alle varie interpretazioni che ha avuto da parte di filosofi e drammaturghi. Mi ha molto colpito la figura di Georges che, nonostante i suoi precedenti di violenza e aggressività, è talmente affascinato dalla personalità dell’amico Sam da mettere a repentaglio e alla fine perdere la sua famiglia e la sua vita. Tutto il racconto lascia l’amaro in bocca, è certamente una condanna feroce della guerra, che cancella qualunque soluzione o ideale, sembra che non ci sia alternativa possibile all’odio, non rimane il minimo spazio per la speranza.
Nessun commento:
Posta un commento
Ricorda di firmarti!