Tento di scrivere un commento a “Borgo Sud” prima del nostro incontro.
Ho letto il libro in due giorni: un testo che si divora veloce, in una tensione emotiva che viene tenuta viva da affondi, a volte troppo discontinui, in cui comunque nulla è troppo scontato e prevedibile.
Ho apprezzato il linguaggio che, da piano e narrativo, improvvisamente sigilla con una frase uno spazio emotivo: frasi brevi, disseminate ad arte, soprattutto nella prima parte del libro, che mi hanno colpita per l’originalità ed efficacia della sintesi. Ne cito alcune: al tavolo del bar “il tempo scorre alcolico e leggero”...oppure “ci arrivava la corrente della sua impazienza” o “con un crampo di nostalgia l’ho visto andarsene” o “genitori e fratelli erano lontani, nella durezza del dialetto”.
Una narrazione che esplora affetti e legami familiari con una sensibilità tutta al femminile, in cui è facile riconoscersi. È nei dettagli di alcuni passaggi, nelle sfumature di sensazioni ben descritte che nasce l’immedesimazione e si può riconoscere la verità di una percezione provata, che sa riaccendere ricordi e ti fa sentire che almeno parte della storia ti appartiene.
Mi appare centrata anche la figura dei genitori che, anche in pochi gesti e situazioni, riescono ad esprimere tutta la durezza di un orizzonte di sopravvivenza in cui anche i sentimenti faticano a manifestarsi.
Vasta la gamma dei sentimenti esplorati oltre il legame fra le due protagoniste: la dolcezza dei gesti dell’amore, il vuoto dell’abbandono e della solitudine, la nostalgia dei ricordi, la ricerca un po’ amara di risposte su alcune ambiguità dell’esistenza.
Concordo infine sul sapore un po’ triste che lo sguardo della protagonista ci rimanda, che tuttavia vedo in parte mitigato dal ritrovato sapore dei piccoli gesti della quotidianità, che sanno di attaccamento alla vita e dalla positiva apertura di un finale di possibile rinascita.
Hai detto molto, nulla da aggiungere. Hai messo molto bene in evidenza la ricchezza del testo che, benché breve, dice molto proprio attraverso la qualità della lingua e dello stile
RispondiEliminascusate, mi firmo, Paola
RispondiEliminaComplimenti Patrizia per l'analisi puntuale e dettagliata. Ma come siete brave amiche mie! Io mi limito ad un elementare commento. Io non ho molto apprezzato" Borgo sud "a differenza dell'Arminuta. L'ho trovato un po' troppo costruito (perchè solo alla fine motiva la sua improvvisa partenza dalla Francia?), eccessivamente intrecciato; il riferimento alle differenti vite delle due sorelle, se non si è letto l'Arminuta, non è facilmente comprensibile.
RispondiEliminaIl libro "Borgo sud" mi è parso artificioso e troppo irreale. La differenza fra le due sorelle è eccessiva e assolutamente artefatta, tutti i personaggi sono improbabili.
RispondiEliminaLibro aspro e pieno provincialismi che mi paiono inseriti tanto per... Insomma non mi ha convinta e lo ho letto con fatica. Forse colpa del periodo difficile.
Anche la prosa, posso dire "sgranata"?
Forse parlandone con voi ne capirò di più il senso. Matilde
I commenti delle amiche al commento di Patrizia hanno messo a fuoco alcune impressioni che erano rimaste sottotraccia, in particolare la costruzione del racconto che, ripensandoci, risulta anche a me artificiosa. Poco convincente o poco approfondito, non so, è anche il racconto del rapporto col marito e forse troppo manichea la differenza di temperamento e "cultura" tra le due sorelle. Mentre la descrizione del villaggio di pescatori, i personaggi dei genitori e la qualità del linguaggio continuano a convincermi. Sono Paola
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