lunedì 7 febbraio 2022

 Vi invio, per quanto possa valere,  un mio commento ad un libro che ho trovato molto interessante, anche se alcune parti sono state di difficile lettura. Anna

“Fermare Pechino”                                         di Federico Rampini

Dicembre 2021

 

Un libro attualissimo e interessante, un esame accurato e approfondito della situazione politica mondiale con l’attenzione rivolta in modo particolare alle due superpotenze, USA e Cina, che si affrontano e contrappongono. Il giornalista dimostra di conoscere dall’interno i tanti aspetti della realtà cinese, anche delle vicende storiche che le hanno prodotte, ha una visione personale della complessità del fenomeno Cina; attraverso l’esame di testi letterari e produzioni cinematografiche, sa descriverne le tante caratteristiche negative, come il razzismo, la  mancanza di rispetto per i diritti umani, le enormi diseguaglianze sociali, l’aggressività, la brutalità di un potere tirannico come quello di Xi Jinping, l’aver tenuto nascosti i crimini compiuti da Mao Zedong. Sa anche vedere le tante ragioni del successo economico, che ha portato questo paese ad una rapidissima ascesa e ad una posizione predominante sulla scena mondiale. Mette in guardia l’Occidente ed in particolare gli Stati Uniti sul pericolo che la competizione degeneri fino a portare ad una guerra. Sottolinea come il progetto di ripristinare un modello socialdemocratico negli USA, portato avanti da Biden, sia indebolito da una feroce critica interna: le accuse di razzismo, esasperate dal movimento “Black Lives Matter”, la colpevolizzazione dell’uomo bianco per tutti i misfatti dell’umanità, la posizione dei “Trenta tiranni”, (conflitto tra Atene e Sparta) quelle élite economiche americane che si sono arricchite commerciando con la Cina e utilizzando la mano d’opera cinese a basso costo. Tutto ciò rischia di rafforzare la Cina dove invece l’opposizione non ha voce e quindi c’è, o almeno sembra esserci, grande coesione sociale.

Mi ha colpito come l’autore conosca la storia e l’evoluzione dei movimenti ecologisti, come sappia scavare a fondo nei fenomeni e denunci falsità ed eccessi ambientalisti che hanno inficiato il buon esito di alcune battaglie. Ho anche avuto la sgradevole sensazione che forze enormemente più grandi di noi abbiano in mano il dominio della scena, abbiano il potere di condurre il gioco, senza che noi, gente comune, possiamo in qualche modo avere un peso, con i nostri comportamenti e le nostre scelte, sul corso degli eventi (cosa in cui invece continuo a credere!).

 

 

 

giovedì 20 gennaio 2022

Sono Sandra   Mi dispiace di non aver potuto apprezzare Borgo Sud come alcune amiche hanno fatto.  L ho trovato troppo costruito troppo alla ricerca di espressioni ad effetto. E' v ero che tutti i libri sono costruzioni ma non si deve sentire.E' vero che si legge facilmente ma mi è rimasta estranea come mi ha detto anche Annamaria  la condizione di queste due sorelle, troppo lontana culturalmente l'una e troppo immersa in Borgo Sud l'altra. Avevo apprezzato L'Arminuta proprio perchè rifletteva una realtà  riconoscibile   (per es. la storia di mia suocera spedita da un paese di contadini della Romagna a Roma perchè fosse allevata da parenti benestanti in quanto c'erano troppi figli in casa). intanto ho finito di leggere un libro molto faticoso e interrotto piu' volte ma bello  Maggiani " Il coraggio del pettirosso "


mercoledì 19 gennaio 2022

 Sono Paola. Avevo promesso, o minacciato, di pubblicare, copiandolo ovviamente, un capitolo del libro sulle ostetriche mandate in Sardegna alla fine degli anni Trenta per contrastare la mortalità neonatale e delle partorienti, ma non posso farlo per mancanza di scanner e fotografare parecchie pagine per mandarle su Whatsapp sarebbe una sciocchezza  per di più faticosa. Quindi per inviarvi queste pagine aspetto di tornare a Roma. 

Sono favorevole alla proposta di Rita, Olivia Denaro di Viola Ardone , l'ho letto anche io con piacere. Racconta la scelta coraggiosa della protagonista senza farla troppo semplice e mostrando il prezzo che quella scelta è costata. Viola Ardone scrive bene e trasmette empatia.

Faccio un altra proposta magari per tra due volte: venerdì Raitre dedica una giornata a Vincenzo Consolo, scrittore che io non conosco; ma l'iniziativa di Raitre mi fa pensare che forse varrebbe la pena conoscerlo. Penso che qualcuna di noi lo abbia letto, potrebbe darci un parere su questa proposta. A venerdì

martedì 28 dicembre 2021

Sono Letizia

su "Borgo sud" ho messo un breve commento sul Blog di Patrizia.. 

Sono curiosa e accetterei la proposta di Paola sul libro di Viola Ardone "Oliva Denaro", Mi ricordo che ci fu un primo caso  di una ragazza giovanissima siciliana che  rifiutò di sposare il suo "rapitore",. Il libro fa riferimento a quel caso?

Su indicazione di mia sorella Grazia ho preso in biblioteca il libro di Gesualdo Bufalino  "Diceria dell'untore", una  scrittura non facilissima ma veramente notevole!

mercoledì 22 dicembre 2021

 Sono Paola

Vi parlo del libro che ho appena finito di leggere anche se non so se se lo proporrei al gruppo perché non è un romanzo. Però è un racconto molto interessante: 1939, 22 ragazze diplomate ostetriche a Bologna, due giorni dopo il diploma, senza poter nemmeno salutare la loro famiglia, vengono spedite in Sardegna, in provincia di Nuoro, perché Mussolini vuole un incremento demografico e in Sardegna la mortalità neonatale e delle donne per parto è molto alta. Racconta questa storia il figlio di una di queste ostetriche  che ha recuperato alcuni diari della madre che è la voce narrante del libro.  Destinata a Perdasdefogu, Ida Naldini lì si sposa e vive tutta la sua vita  e raccontando  questa vita il libro racconta  quella del villaggio  e della Sardegna attraverso i decenni nei quali noi abbiamo vissuto la nostra. Ho imparato cose che non sapevo senza annoiarmi mai, una specie di libro di storia sui generis. Dimenticavo il titolo Hotel Nord America, autore Giacomo Mameli, edizioni Il Maestrale, non so quanto costa perché me lo hanno regalato. 

Domani parto per il nord dell'isola, quando torno, se riesco, pubblico qui o sulla chat Whatsapp un brano del libro, particolarmente  interessante proprio da un punto di vista narrativo.

domenica 19 dicembre 2021

Anche io non ho nulla da aggiungere alla bella recensione di Patrizia ;  ho letto Borgo sud appena  uscì nel 2020 e lo apprezzai moltissimo sia per i temi trattati sia per le descrizioni di ambienti a me completamente sconosciuti . 

Vorrei ,invece, suggerire per la prossima volta la lettura del libro "Oliva Denaro"di Viola Ardone,( autrice de " Il treno dei bambini" che molte di noi hanno letto e amato).

Si tratta di un romanzo di formazione ,ambientato in un piccolo paese della Sicilia negli anni ' 60', che racconta la storia di una ragazza di 15 anni che riesce a riscattarsi e acquistare la sua indipendenza nonostante tutto il paese e le  stesse leggi le siano contro. E' una lettura scorrevole che mi ha catturata fin dalle prime pagine


lunedì 13 dicembre 2021

Tento di scrivere un commento a “Borgo Sud” prima del nostro incontro.

Ho letto il libro in due giorni: un testo che si divora veloce, in una tensione emotiva che viene tenuta viva da affondi, a volte troppo discontinui, in cui comunque nulla è troppo scontato e prevedibile.

Ho apprezzato il linguaggio che, da piano e narrativo, improvvisamente sigilla con una frase uno spazio emotivo: frasi brevi, disseminate ad arte, soprattutto nella prima parte del libro, che mi hanno colpita per l’originalità ed efficacia della sintesi. Ne cito alcune: al tavolo del bar “il tempo scorre alcolico e leggero”...oppure “ci arrivava la corrente della sua impazienza” o “con un crampo di nostalgia l’ho visto andarsene” o “genitori e fratelli erano lontani, nella durezza del dialetto”.

Una narrazione che esplora affetti e legami familiari con una sensibilità tutta al femminile, in cui è facile riconoscersi. È nei dettagli di alcuni passaggi, nelle sfumature di sensazioni ben descritte che nasce l’immedesimazione e si può riconoscere la verità di una percezione provata, che sa riaccendere ricordi e ti fa sentire che almeno parte della storia ti appartiene.

Mi appare centrata anche la figura dei genitori che, anche in pochi gesti e situazioni, riescono ad esprimere tutta la durezza di un orizzonte di sopravvivenza in cui anche i sentimenti faticano a manifestarsi.

Vasta la gamma dei sentimenti esplorati oltre il legame fra le due protagoniste: la dolcezza dei gesti dell’amore, il vuoto dell’abbandono e della solitudine, la nostalgia dei ricordi, la ricerca un po’ amara di risposte su alcune ambiguità dell’esistenza.

Concordo infine sul sapore un po’ triste che lo sguardo della protagonista ci rimanda, che tuttavia vedo in parte mitigato dal ritrovato sapore dei piccoli gesti della quotidianità,  che sanno di attaccamento alla vita e dalla positiva apertura di un finale di possibile rinascita.

domenica 12 dicembre 2021

 

          Riunione di Librità del 24 novembre 2021

Siamo on line e non siamo tutte. Mancano Adriana, Anna, Maria Paola e Marta. Giovannella si collegherà via telefono tramite Patrizia perché per qualche motivo l’invito alla riunione non le funziona. Va detto che la sottoscritta, Paola, ha fatto parecchia confusione nel diramare, diciamo così, gli inviti; e, avendo fatto confusione, è andata nel panico aumentando quindi la suddetta confusione. Così si è anche scordata di attivare il registratore, il che sarebbe stato necessario visto che, quando la riunione è on line, non riesce a prendere appunti. Quindi il resoconto… sarà quel che sarà.

I libri da commentare erano due, in un certo senso fusi in uno solo: Bartleby lo scrivano di Herman Melville e Mio fratello di Daniel Pennac

Patrizia ha osservato  che non le ha giovato nella valutazione dei due testi aver letto prima quello di Melville perché in qualche modo questo ha tolto efficacia alla combinazione che Pennac fa del suo racconto con la storia di Bartleby.

Rita è d’accordo con l’osservazione di Patrizia

Patrizia sottolinea anche una delle prime notazioni che l’autore fa sul fratello Bernard, “non voleva aumentare l’entropia”. E’ un termine scientifico, qui usato in senso figurato. Qualcuna delle amiche si chiede cosa significhi e Patrizia spiega che approssimativamente può significare disordine; e forse Bernard pensava al disordine dell’esistenza.

Giovannella. Mio fratello le è piaciuto molto, l’ha commossa, Come per gli altri interventi, mi dispiace che nel resoconto risulti impoverito quel che è stato detto da lei.

Annamaria. Parla con grande trasporto del libro, ricordando che anche lei ha perso anni fa un fratello molto caro.

In generale il libro di Pennac ci ha catturato tutte, o quasi.

Zezè. Sostiene che il rapporto tra i due fratelli, e in genere tra i membri della loro famiglia di origine, è un rapporto di non conoscenza, mentre molte di noi pensano che il non conoscere “i segreti” dell’altro  non sia un non conoscere l’altro; e abbiamo la sensazione che il ritratto che Pennac fa del fratello ci restituisca invece una persona intera. Dispiace quasi non aver conosciuto questo fratello.

Matilde. L’alternarsi Pennac-Melville le ha suggerito il sospetto che Pennac abbia usato Bartleby come trucco editoriale per fare un libro con un testo che altrimenti sarebbe stato troppo esiguo. Un sospetto che è stato quasi annullato dai nostri commenti . E questo le fa sottolineare l’utilità delle discussioni e dello scambio di idee.

Tra i commenti di cui sopra quello di Rita, che sottolinea l’importanza nell’equilibrio del testo quel che Pennac racconta sulle reazioni del pubblico al suo spettacolo.

Il personaggio Bartleby rimane nei commenti di tutte una figura difficile da decifrare e definire, come difficile da capire e definire è l’atteggiamento verso di lui del suo datore di lavoro, la voce narrante.

Zezè. Secondo lei è uno che rifiuta la vita.

La conclusione del racconto di Melville è per tutte struggente, molto triste.

Matilde ci parla di due libri che l’hanno molto appassionata: di Antonio Forcellino La Cappella Sistina,  nel quale vengono raccontati non solo le opere dei due pittori, ma anche le loro personalità, i loro temperamenti e i loro caratteri così diversi. L’altro libro è Atlantide di Carlo e Renzo Piano: un viaggio in barca a vela del padre e del figlio alla riscoperta delle opere progettate dal padre.

Non ricordo che siano stati citati altri libri, e mi scuso della dimenticanza se invece lo sono stati.

Per il libro da commentare la prossima volta ci fermiamo presto su Borgo Sud di Donatella di Pietrantonio. Alcune di noi l’hanno già letto e apprezzato e tutte avevamo letto e apprezzato L’Arminuta della stessa autrice; della quale Nilde sta leggendo anche, e lo trova interessante, Mia madre è un fiume.

Qui si conclude il mio povero resoconto, ci vediamo il 16 dicembre. Dopo molto discutere abbiamo deciso che sarà ancora on line.

 Care amiche , dopo aver letto in ritardo i due post di Anna su scritti di Grossman, altri rispetto a quello che avevamo deciso di commentare insieme ma che almeno a me ha fatto piacere trovare e ritrovare,  raccolgo l'invito di Patrizia a scrivere qualcosa sul libro che dovremo discutere giovedì prossimo, Borgo Sud. L'ho letto molto volentieri, ha una scrittura molto limpida e nello stesso tempo densa. Trovo che sia un libro molto triste, più de L'Arminuta, che si concludeva con una affermazione di vitalità e di libertà. La protagonista, oltreché angosciata per la sorte della sorella, è triste per la fine mai completamente superata del suo matrimonio, ma anche, nonostante la sua riuscita nello studio e nel lavoro. Mi ha fatto pensare alla voce narrante della quadrilogia de L'amica geniale. Il personaggio, la donna, che sta dietro a quello voce è meno "simpatico" di quello che ci racconta la vicenda di Borgo Sud, è più aggrovigliato, meno limpido. ma entrambe hanno la tristezza che viene dall'affermarsi con fatica e disagio perché  si è partite da uno svantaggio  sociale che continua a pesare per sempre. Un'altra differenza è l'atteggiamento più pietoso e solidale che la protagonista di Borgo Sud ha verso la famiglia di origine. Aggiungo che in questo libro i luoghi, gli ambienti, le situazioni sono raccontati molto bene, riesci a vedere quasi tutto. Quindi questo libro mi è piaciuto, ma nonostante ciò mi ha fatto scattare la voglia di una lettura più impegnativa e corposa, mi piacerebbe trovare con voi il titolo di un classico, anche una rilettura, anche un romanzone se non siete contrarie. Non ho proposte da fare, è un periodo in cui per vari motivi non ho letto molto. Ci vediamo giovedì. Nel post successivo c'è il resoconto della riunione del 24 novembre che vi ho già spedito via mail.

domenica 21 novembre 2021

 In realtà questo è il libro che avevo letto per sbaglio  e che mi ha poi spinto alla lettuta dell'altro romanzo di Grossman: vi mando le mie impressioni e riflessioni, se avete voglia di leggerle!

“Sparare ad una colomba”                                di David Grossman

Settembre 2021

 

E’ una raccolta di discorsi e articoli vari, scritti o pronunciati tra il 2008 e il 2020, in occasioni diverse; i temi ricorrenti sono quelli della pace, sperata e mai raggiunta, della libertà, che per lui è strettamente legata ad una situazione di pace, la “situazione” (come lui chiama l’insieme dei problemi e degli eventi degli ultimi decenni) del popolo ebraico che non riesce a liberarsi del suo passato, che vive costantemente nel sospetto e nella paura, che non si sente mai completamente “a casa”, incapace di nutrire sentimenti di speranza nei confronti del conflitto che sembra ormai irrisolvibile con i paesi arabi. Uno dei suoi interventi inizia con il racconto della trama del suo romanzo “A un cerbiatto somiglia il mio amore”, in cui una donna, Orah, fugge da casa e intraprende un vagabondare senza senso perché follemente pensa che questo sia l’unico modo per impedire agli inviati dell’esercito di annunziarle l’eventuale uccisione del figlio, impegnato in una operazione militare. Mi ha molto colpito il fatto che proprio mentre lo scrittore lavorava alla stesura finale di questo romanzo durante la seconda guerra del Libano suo figlio fu ucciso; e lui racconta di come riprendere in mano quel libro, ricominciare ascrivere, sia stato per lui il modo per sconfiggere il dolore, per scegliere la vita. Per questo ho deciso di leggere “A un cerbiatto somiglia il mio amore”.