Care amiche, permettetemi di ringraziare particolarmente Patrizia per un doppio motivo: ha espresso efficacemente ed in dettaglio quasi tutto ciò che penso sul testo di Calaciura e mi evita perciò di ripetermi dopo di lei.(Che ci sia anche un pò di pigrizia?). Mi ha fatto anche riflettere sull'unico aspetto che ho trovato sovrabbondante: la sequela di sventure sul villaggio e su Gesù che offuscano, secondo me, il mite realismo delle descrizioni precedenti. Si intuisce una spinta autobiografica dietro alcune scelte, come accade quasi sempre in chi scrive. Da credente piuttosto contestataria e dopo aver macinato autori che indagano sull'umanità di Gesù, mi è piaciuta la versione di Calaciura, solo parzialmente laica, di un personaggio profondo e al di sopra dei suoi simili, debole e forte, il cui destino si svolge nella sua inconsapevolezza,lasciando nei lettori il mistero della sua divinità. Intuisco che sarebbe assai interessante continuare a leggere e dibattere sul tema anche in seguito. Grazie a Calaciura!
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